Mar(mo)

scogliera artificiale in marmo a Marina di Pisa

Negli ultimi giorni, una volta usciti dall’ufficio, andiamo a fare un bagnetto qui sopra e poi ci mettiamo a prendere il sole stesi su questa scogliera artificiale di blocchi di marmo.
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Abecedario di cerotti

Gli ordini delle ferite da caduta:
frattura, microfrattura,
lacerocontusione, lussazione,
sublussazione, escoriazione, abrasione
(abecedario di cerotti)

Tra tutte sta nella superficie, dell’abrasione,
che si conservano – per incorporazione votiva -
le prove del fatto: l’asfalto sfatto,
l’incastonato sottocute,
il granello fossile, ghiaino fresco
che si fa rubino
purpureo.

L’età delle nuvole

nuvole

Questa nuvola è stata “scattata” il 9 agosto 2006. Mi chiedevo che fine avrà fatto, oggi. E perché non mi abbia più dato notizie di sé, una cartolina, una telefonata, niente. Read the rest of this entry »

Rifiuti insoliti urbani

Piccolo ciclo infelice Fu proprio per merito di un accrocchio di telaietti abbandonati che mi resi conto, nell’estate di tre anni fa, quindi ancora prima dei “cicli infelici“, del valore simbolico, poetico e narrativo implicito in ogni bicicletta lasciata per strada come rifiuto. Un insolito rifiuto urbano, la bici. Così, sempre di più mi scopro attratto dai rifiuti come cifra per capire la realtà che mi circonda. Per il momento mi limito solo a fotografarli, perché nei rifiuti (solidi e insoliti) trovo sempre il ready-made, l’estetica incerta dell’urbanità contemporanea. Ma c’è già, così leggo, chi per varie necessità o motivazioni non si limita al solo recupero fotografico (vedi “Mongo“)

La neomitologia della Fiat 500

Se un tempo l’analisi del simbolico, della “mitologia” generata dall’automobile, era intuizione da semiologi (vedi l’immortale e nota analisi della Citroen Déesse degli anni Cinquanta scritta da Roland Barthes in “Mythologies“), oggi questa dimensione è patrimonio comune della pubblicità, dei media, del mondo della cultura in senso lato (ad esempio la bella mostra di quest’anno “Mitomacchina“) così come del passante meno avvertito e del consumatore più accondiscendente. Così, il lancio pubblicitario della nuova 500 si trasforma in “evento“. E quando sento la parola “evento” io mi allarmo sempre un poco. Read the rest of this entry »

Anatomia della standing ovation

Ovazione al Premio NobelE’ ormai entrata nei vocabolari italiani, e nell’uso di ogni pubblico, l’espressione e la prassi della “standing ovation“. Anche questo è un piccolo segno dei tempi. Il pubblico, in qualsiasi occasione, tende ad enfatizzare il proprio apprezzamento per l’esibizione alla quale ha assistito (o la persona in sé che l’abbia svolta) coronando un certo minutaggio di applausi con l’alzata in piedi. L’ovazione in piedi è la ciliegina sulla torta dello strabordare di un apprezzamento, piccolo grande gesto che nasconde meccanismi tipici della nostra società: il protagonismo, ad esempio. Read the rest of this entry »

Primati di primati

Homo sapiens blogensisCompletano queste riflessioni la lettura preliminare degli aforismi di SdC (nella foto) sul “primato dei primati”. Sostanzialmente concordiamo, anche in una certa posizione anti-linneiana, sugli esiti paradossali dello sviluppo (o involuzione?) dell’homo sapiens: ipercatalogatore del cosmo, fiducioso nei termini di “progresso” e “sviluppo” fino all’autodistruzione, accecato dalla vuota superbia di essere ragione e vertice del mondo naturale. L’iperbole è la figura retorica del presente, il limite rassicurante dei superlativi assoluti che infestano una società (il più ricco, il più veloce, il più potente, il….) anabolizzata e anabolizzante.

Sotterfugi nottetempo

Uno dei primi assiomi di chi lavora, o si diletta, con le parole è considerarle un materiale da costruzione prescindendo anche dai loro significati. Allora ci sono parole di cui ci si innamora per forma e significato (vedi “nottetempo“) e vocaboli di cui si subisce un fascino fonetico, formale, iconico, pur non apprezzandone, per così dire, il concetto espresso. E’ il caso, per me, di “sotterfugio”, parola di cui cerco di allontanare da me l’effetto e l’impiego pratico nella vita in 3D, ma che ha una forma, anche etimologica, attraente e di per se stessa molto narrativa: la favola deve avere sotterfugi, doppi e tripli finali, botole nascoste del significato. A dirla tutta, mi pare che il linguaggio stesso sia un sotterfugio.

Max, Matteo e la banda della Magliana

M: Siamo in ritardo, e c’è pure da trovare la Magliana…
M: Ma dove siamo? Cosa ci faccio con sta mappa?
M: Per la mappa è presto. E poi ho fatto una x, lì, la vedi?
M: Sì, la vedo; ma non so dove siamo…
M: Siamo in via della Magliana….aspetta che accosto…

qualche incrocio più avanti, ore dopo….

M: Parcheggiamo lì…sulle strisce
M: No, meglio di là…
M: Cerchiamo di memorizzare il percorso…e non guardare storto quella banda…
M: Muoviamoci con circospezione…mi raccomando

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Variabili d’anonimato e piattaforme identitarie

magritte1.jpgFrequentando una chat tematica, quella collegata al blog di Simone Cristicchi, mi sono imbattuto in un personaggio letterario che firma i propri interventi col soprannome di MrX. Ora, leggendo (o scrivendo) le vicende di questo MrX se ne ricava un profilo da personaggio comico, assimilabile a certi monologhi surreali di Maurizio Milani (vedi ad esempio, “In amore la donna vuole tribolare“) Ecco una sua biografia in pillole, ricavata dalle sue incursioni e conversazioni in chat. Read the rest of this entry »

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