Se anche voi, come me, pensate che il vero motivo di turbamento dei sonni italici di questa estate calda siano le imminenti elezioni primarie del Partito Democratico previste per il 14 ottobre (e segnatevelo nelle agende), proseguite nella lettura. Altrimenti non seguite l’invito che segue:
Solo stamani ho scoperto che dovrei sborsare 5 euro per esprimere alle primarie la mia preferenza sul segretario del costruendo Partitone, e la cosa non mi ha fatto affatto piacere. Lo dico da “ulivista” della primissima ora, e da votante delle primarie per Prodi (vedi prova). L’ho scoperto stamani ascoltando Rosy Bindi in tv dire molte cose che condivido (secondo me i veri veltroniani voteranno la Bindi…) proprio sugli aspetti di metodo di questa corsa alla “segreteria” di un Partito che ancora non c’è.
Dunque, da qui ad ottobre faccio in tempo pure io a candidarmi per la segreteria, no? Basta che raccolga un certo numero di firme, credo di aver capito; ma ancora mi sfugge la questione delle liste. Intanto, l’effetto “figurine” per la corsa alla segreteria è il prezzo da pagare per un Partito che si ponga come primo problema identitario la scelta del suo leader.
(la politica non può essere gioco di ruolo per elite intellettuali annoiate e autoreferenti e nemmeno mestiere da tramandarsi come latifondo)

[...] Il resto, un po’ meno rilevante [scherzo, Matteo! (ma anche no)] QUI. [...]
Mi verrebbe da dire ‘io voto Illy’, ma per ignobili motivi …
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per la metà della cifra, la faccio votare alla prossima assemblea del mio condominio (si nomina l’amministratore, mica cotica)
Se non ricordo male un contributo veniva chiesto – non imposto, certo – anche alle prime primarie prodiane: son quasi certo di aver scucito 5 euro 5 già allora e di essermi di sicuro crogiolato al pensiero del mio fondamentale apporto alla costruzione di una politica migliore.
Ciò detto, due anni dopo oscillo tra pensieri da Formica (“la politica è sangue e merdaâ€), piatta mediocrità (la politica è un mestiere abbastanza complicato, perciò vorrei gente preparata e capace, son disposto a tollerare anche qualche maneggio, purché a farlo non siano politichini da due soldi) e tenere regressioni: Finocchiaro celo, Parisi mima, Letta celo, Rutelli mima, Santagata mima, Violante mima, Cacciari mima, D’Alema mima, Bersani celo, Fassino mima, Soru mima, Illy mima, Prodi mima, Bindi celo, Chiamparino mima, Cofferati celo, Veltroni celo…
Ecatina, il caffè glielo offro io!
Effe, ci sto! Come stiamo a millesimi?
Simone, io mi limitai ad un contributo di un singolo euro (vedi link prova) e mi recai stoicamente all’urna prodiana in preda ad un maldischiena storico. Solo la regressione ci salverà in futuro?!