Ho resistito, snobisticamente, quel tanto che basta, come mi capita ad ogni annunciarsi di nuovo ritrovato webbico, che ormai tutto è puntodue, tutto è social, tutto è “tag“, quando gli amici hanno iniziato ad anobiizzarsi (ed io sono “in ritardo” di almeno un mese sul dibattito corrente, stando a questo articolo di Granieri di metà giugno, perché ormai si vive in un eterno ritardo sul presente…) ed io ancora mi dicevo: “No, non fa per me…”. La mia prima reazione è sempre di resistenza al nuovo, perché lo sospetto vecchio. Eppure, anche qui potrebbero esserci degli usi alternativi e nascosti, o imprevisti, a rendere ancor più interessante il mezzo.
Così ho aperto anch’io la mia paginetta di prova, coi primi libri che avevo a portata di mano. E subito ho sentito, ancora prima di esplorare le pagine altrui, il furore catalogatorio (le librerie di casa?) lì dietro la quarta di copertina. Ho deciso presto che la possibile catalogazione di tutti i libri di casa è perversione che non mi appartiene, la più lontana da me. Poi ho pensato ad inserire numeri ISBN a casaccio, per vedere se corrispondono a qualche libro (ignoravo i criteri di formazione di quel codice…che pure ha il senso compiuto di una coordinata univoca, il numero civico dove sta di casa quel volume nel mondo dei libri che da possibili sono diventati fattuali…).
Ammetto che l’aspetto del trovare altri lettori, e commenti, di un libro che si è apprezzato possa risultare interessante, e fa parte delle natura stessa di un libro (l’hai letto anche tu? davvero!!? che ne pensi?). Ma le librerie personali aNobiiche con centinaia di titoli mi spaventano un po’ e mi comunicano proprio una specie horror vacui che si sfoga nell’enumerazione dell’innumerabile, o in un’autoesposizione per accumulo. Per quel che mi riguarda so che il giochino durerà qualche tempo, e poi anche il comodo inserimento della stringa di numeri del codice mi apparirà come una sottrazione al tempo libero intollerabile, così come l’esposizione dello stato delle proprie letture in corso una violazione troppo violenta dell’intimità di me stesso, lettore lento e pigro.

E’ comunque un’esperienza interessante, specie in alcuni aspetti particolari, come possono essere i “gruppi” o anche solo la possibilità di accedere a giudizi diversi su opere possedute in comune.
Finché dura.:-)
OT: mi sono permesso di aggungerti come “amico”
Di che diavolo stai parlando?
UFFFFFFFF CHE NOIA QUESTI SNOB!!!!!!

Io, che non resisto MAI al nuovo mi sono esposta, in tutta la mia nudità ISBNeggiante!
E mi piace un sacco!
Io divoro libri, li mangio a colazione, a pranzo e a cena, poi la mia mente fa tabula rasa, si sa, la obbligo sempre a troppe parole e lei si rifiuta di ricordare.
Ma leggere le librerie altrui è anche capire chi hai davanti e ho avuto parecchie sorprese dentro anobii, del tipo: chi l’avrebbe mai detto che gli/le interessassero tali letture?!?!?!
Bello, bello, bello.
io non so neppure quanti e quali libri ho in casa. quali e quanti libri ho in casa dei miei genitori e quali e quanti libri ho in ufficio.
sono snob? ies.
d.
Epì, hai fatto benissimo
Mauro, lo so che sei più snob di me…
Liza, il tuo entusiasmo è contagioso!!
Demetrio, sei un uomo nuovo ormai
Uso Anobii con moderazione, aggiungendo via via gli ultimi libri che ho letto e qualche commento che in genere rimanda al blog. L’idea di catalogare la mia disordinatissima biblioteca casalinga non mi sfiora nemmeno, procedo random e, soprattutto, vagabondo nelle librerie altrui, casomai trovassi qualcosa che mi attira, l’occasione di un nuovo amore (in effetti io dei libri mi innamoro oppure, più leggeremente, mi infatuo; con essi intreccio flirt o mi scaldo in impreviste passioni. Non compro se non sento un brivido di eccitazione, un palpito di avviso, una vocina dentro che sussurra: “eccolo, è lui quello che mancava, quello di cui non può fare a meno). Insomma ho messo Anobii al servizio del mio dongiovannismo intellettuale. Per ora mi diverto. Poi, chissà . Comunque benvenuto nel club!
Io non ho resistito, invece.
E come Lizaveta, mi sono esposta (cosa che per me non è solita, devo dire).
Anche se il “furore catalogatorio” dei primi giorni è scemato (e mi manca ancora qualcosa da inserire) e non ho seguito uno schema logico, nel catalogare.
Però mi piace ogni tanto andare nelle librerie altrui, ho trovato spunti interessanti, autori a me completamente ignoti, cose che mi hanno incuriosito.
E poi, come dice Liza, leggere nelle librerie altrui è capire chi hai davanti, chi di noi entrando per la prima volta a casa di qualcuno non ha dato un’occhiata agli scaffali?
Ecco, in questo senso anobii a me piace.
Poi, magari, mi stancherà .
Del fatto che ci sono modi migliori di impiegare il tempo, avevo già scritto anch’io (ma ogni tanto un po’ di tempo si può perdere, no?) e anche di altri dubbi sulla “catalogazione” (non dei libri, ma dei lettori).
A me piace tener traccia non tanto dei libri che possiedo (ché quelli ce li ho sempre sotto gli occhi, non lo trovo molto utile) quanto di quelli che prendo in prestito in biblioteca – e sono tanti, spesso letti con vorace rapidità o soltanto sbocconcellati.
Poi mi piace sperimentare aNobii con i miei bambini e stimolarli a lasciare un commento per ognuna delle loro piccole letture. Per adesso il gioco funziona…