Primati di primati

Homo sapiens blogensisCompletano queste riflessioni la lettura preliminare degli aforismi di SdC (nella foto) sul “primato dei primati”. Sostanzialmente concordiamo, anche in una certa posizione anti-linneiana, sugli esiti paradossali dello sviluppo (o involuzione?) dell’homo sapiens: ipercatalogatore del cosmo, fiducioso nei termini di “progresso” e “sviluppo” fino all’autodistruzione, accecato dalla vuota superbia di essere ragione e vertice del mondo naturale. L’iperbole è la figura retorica del presente, il limite rassicurante dei superlativi assoluti che infestano una società (il più ricco, il più veloce, il più potente, il….) anabolizzata e anabolizzante.

Sotterfugi nottetempo

Uno dei primi assiomi di chi lavora, o si diletta, con le parole è considerarle un materiale da costruzione prescindendo anche dai loro significati. Allora ci sono parole di cui ci si innamora per forma e significato (vedi “nottetempo“) e vocaboli di cui si subisce un fascino fonetico, formale, iconico, pur non apprezzandone, per così dire, il concetto espresso. E’ il caso, per me, di “sotterfugio”, parola di cui cerco di allontanare da me l’effetto e l’impiego pratico nella vita in 3D, ma che ha una forma, anche etimologica, attraente e di per se stessa molto narrativa: la favola deve avere sotterfugi, doppi e tripli finali, botole nascoste del significato. A dirla tutta, mi pare che il linguaggio stesso sia un sotterfugio.

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