Qualche giorno fa ho letto, su un manifesto funebre, che è morto un mio professore dei tempi dell’università. Io mi fermo sempre a leggere i manifesti funebri, tutti ci fermiamo a leggere questi cartelli di “cessata attività”, pubblicità della morte, non solo spinti dalla curiosità relazionale (lo conoscevo? sì, no, forse…) ma anche per quel tanto di narrazione condensata che quei manifesti espongono in modo tanto essenziale: appartenenza ad ordini professionali o accademici, età, virtù pubbliche, parentele e posterità, tutto viene ordinatamente enunciato in poche righe: una vita in tot caratteri, nero su bianco. Possibile? Read the rest of this entry »
Vado a sentire il “Forum sull’editoria poetica”, nel pomeriggio, al giardino della Feltrinelli, un appuntamento di 