Da un corto trattino di vita

Qualche giorno fa ho letto, su un manifesto funebre, che è morto un mio professore dei tempi dell’università. Io mi fermo sempre a leggere i manifesti funebri, tutti ci fermiamo a leggere questi cartelli di “cessata attività”, pubblicità della morte, non solo spinti dalla curiosità relazionale (lo conoscevo? sì, no, forse…) ma anche per quel tanto di narrazione condensata che quei manifesti espongono in modo tanto essenziale: appartenenza ad ordini professionali o accademici, età, virtù pubbliche, parentele e posterità, tutto viene ordinatamente enunciato in poche righe: una vita in tot caratteri, nero su bianco. Possibile? Read the rest of this entry »

L’Io è il suo doppio

Bastava che dalla porta sul retro scivolassi nel laboratorio e ingoiassi la pozione (tenuta sempre pronta a questo scopo), perché Edward Hyde, qualsiasi cosa avesse fatto, sparisse come sparisce da uno specchio la traccia di un respiro….

Con questa magnifica similitudine Stevenson ci fa vedere il passaggio da un’identità all’altra, utilizzando proprio lo specchio come superficie non riflettente ma opacizzante, confondente: lo specchio non duplica, nasconde. La letteratura sul “doppio” è davvero corposa e, da sempre, avvincente. Vi segnalo alcune stazioni di una possibile ricerca sul tema (lasciando ben da parte tutte le implicazioni filosofiche e psicologiche). Read the rest of this entry »

Il non-saputo poetico

zeichen.jpgVado a sentire il “Forum sull’editoria poetica”, nel pomeriggio, al giardino della Feltrinelli, un appuntamento di Poetica2007. Tutti interventi interessanti. Poi, in coda, Valentino Zeichen (la sua nuca nella foto) dice due parole. Una frase mi rimane, e senza dovere prendere appunti (avevo prestato la mia Fila Tratto Clip verde ad una signora accanto a me che, maldestramente, aveva fatto cadere la sua biro sotto la panchina…) tra quelle dette da Zeichen: il poeta scrive un non-saputo a lui stesso, eppure questo stesso non-saputo deve risultare chiarissimo al lettore. In parte mi sento di concordare.

Di Valentino Zeichen continuo a consigliare sempre la bella antologia Mondadori Poesie 1963-2003

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