Terza persona

Leggo schede biografiche, nei siti e nei blog personali, scritti in terza persona.
Penso: quando si innesta la terza (persona) è tempo di fare retromarcia.

7 Responses

  • Ma come guida, lei? :o )

  • usano anche il plurale maiestatis?

  • chi? fuori i nomi.

    d.

  • Ed io comne dovrei fare, son uno e trino!?

  • Mea culpa, anche io ho peccato.

  • Io uso sempre la prima persona, ma la terza non mi dispiace affatto. Dipende da come la s’intende. Se si evita di usarla per darsi importanza, se aiuta a prendere le distanze dall’egocentrismo, allora può andare.

  • il suo quesito lo trovo molto interessante, in quanto apre una questione molto delicata e affascinante.
    io penso che nel momento un cui venga utilizzata la terza persona, si va al di la della pura apparenza e dell’essere che noi viviamo quotidianamente. la terza persona è quello che siamo, è quello che viviamo in profondità, è quello che si nasconde nella quotidianità, l’essere che non riesce a parlare al mondo. parla attraverso noi stessi e solo con noi stessi una sorta di taciturno sociale. non si tratta a mio parere di una “retromarcia”. quando si scrive, si usa un linguaggio totalmente diverso, da quello che usiamo per parlare. il linguaggio scritto è il linguaggio puro del pensiero, il linguaggio mentale e dell’anima, una presa di coscienza. non siamo semplici corpi, siamo qualcosa di più dell’aria che respiriamo

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