Mi pare ovvio che occorressi, o accorressi, io per scrivere “Ode al cuscinetto a sfere“. In effetti, penso che ognuno sia atteso da certe combinazioni di parole e di concetti: stanno là, aspettano la persona giusta (che è sempre una pluralità e non un’unicità) che ci dica su qualcosa di commestibile. Sì, questa la potevo scrivere io, quindi anche un altro: me la trascrivo, un paio di volte, sposto gli accenti, sento come scorre, sposto gli aggettivi, olio i sostantivi finchè l’ode, che parla di attrito, non vinca l’attrito della pagina.
