L’estate inizia per ognuno, come si sa, in un giorno diverso. Raramente e occasionalmente può anche coincidere col 21 giugno, ma più abitualmente si manifesta singolarmente e, soprattutto, imprevista. Stamani camminavamo sul lungomare di Viareggio quando, mi stavo voltando distratto dal baluginare di un riflesso sull’acqua, è iniziata l’estate. Intorno: costumi, facce abbronzate, tempo sospeso in attesa di senso.
Io ci metto sempre un po’ a decifrare l’estate. Con le altre stagioni è più facile. Ma l’estate è proprio, per me, la stagione “metafisica” per eccellenza. Non è un caso che “l’essenziale” lo si vada a stanare proprio nel vuoto dell’estate, credo. E’ la stagione del Tour, le strade vedono arrivare i cicloturisti, ritrovo lo spazio che mi è necessario per pensare meno, sempre meno, sempre meno, sempre meno, sempre meno…e quindi per scrivere.
