Nazar Gul, musicista (1972-2007)

Lapidato e finito a colpi di baionetta, nel mezzo della notte, con il figlio dodicenne che piange disperato a poche centinaia di metri. La sua «colpa»? Essere un suonatore di tamburo («dohl»), lo strumento classico della tradizione locale, a forma di cilindro allungato in pelle bovina, da appendere al collo e portare alle feste di paese, alle nascite e ai matrimoni, alle celebrazioni pubbliche. È morto così Nazar Gul, 35 anni, figlio d’arte: il padre e il nonno erano suonatori di dohl noti in tutta la regione del Logar.
tratto dall’articolo di Lorenzo Cremonesi su Corriere on line

Ieri mattina leggo e rileggo questo articolo, sul Corriere in edicola. Poi lo ricerco in rete. Lo rileggo più volte. Potere dei numeri (perché ci identifichiamo più facilmente con chiunque abbia la nostra stessa età, abiti dentro lo stesso numero, qualsiasi cosa faccia o gli sia capitata…) ripenso al mio coetaneo suonatore di tamburo tradizionale. Davvero abitiamo due mondi e pure lo stesso (im)mondo. Leggo la sua storia: una tragedia, che se fosse finta sembrerebbe pure scritta male, troppo tragica, troppo strappalacrime, il figlio, la musica. Figurati poi cosa diventa nella stampa occidentale; magari ti capita di trovare l’espressione “tamburino martire”, un melodramma da Risorgimento. Nazar, invece, andava a suonare ad un matrimonio, col suo tamburo tradizionale, in un villaggio a sud di Kabul. Di notte un gruppo di talebani lo porta via: al mattino rimangono due strumenti rotti gettati in una discarica, Nazar e il suo tamburo.Propongo, allora, di invadere l’Afghanistan con la musica di ogni tamburo, di ogni banda, di ogni canto capace di opporsi a tale insensatezza fondamentalista. Perché è del tutto evidente che il suono del tamburo di Nazar non mancherà solo a suo figlio, ai suoi affetti, ai suoi concittadini ma anche ad Allah stesso. E a chiunque veda nell’Arte – anche in quella di un suonatore di tamburo tradizionale – la scintilla divina dell’umano, e umana nel divino.

4 Responses

  • Io credo che si sia tamburi rotti anche noi. Solo con la fortuna di vivere in una (pseudo?)democrazia occidentale. L’unica opposizione possibile è quella della nostra arte, della nostra parola. Della nostra testimonianza. Perciò: grazie. ;-) ********

  • te lo sai, vero?, che non serve a niente la tua proposta d’invasione. lo sai, vero?. E’ terribile,ma lo devi sapere.

    d.

  • senta, non ciurliamo nel manico: lei che ha contatti, dica ad Allah di assumersi le sue rsponsabilità, che il mondo mica l’ho creato io, nevvero.

  • Sì, prof, l’idea era proprio quella di testimoniare, di non lasciare che un nome svanisca….

    Demetrio, lo so: facevo un po’ di retorica da anima bella, e me la perdonerai…

    Effe, aspetto che il Papa mi risponda alla mail, poi passo agli altri monoteismi…

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