Nazar Gul, musicista (1972-2007)

Lapidato e finito a colpi di baionetta, nel mezzo della notte, con il figlio dodicenne che piange disperato a poche centinaia di metri. La sua «colpa»? Essere un suonatore di tamburo («dohl»), lo strumento classico della tradizione locale, a forma di cilindro allungato in pelle bovina, da appendere al collo e portare alle feste di paese, alle nascite e ai matrimoni, alle celebrazioni pubbliche. È morto così Nazar Gul, 35 anni, figlio d’arte: il padre e il nonno erano suonatori di dohl noti in tutta la regione del Logar.
tratto dall’articolo di Lorenzo Cremonesi su Corriere on line

Ieri mattina leggo e rileggo questo articolo, sul Corriere in edicola. Poi lo ricerco in rete. Lo rileggo più volte. Potere dei numeri (perché ci identifichiamo più facilmente con chiunque abbia la nostra stessa età, abiti dentro lo stesso numero, qualsiasi cosa faccia o gli sia capitata…) ripenso al mio coetaneo suonatore di tamburo tradizionale. Davvero abitiamo due mondi e pure lo stesso (im)mondo. Read the rest of this entry »

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