Santità,
colgo l’occasione di questo giorno per Lei, e per noi Chiesa, così fausto, il compimento del Suo ottavo decennio di vita, per il quale le rivolgo i miei più sinceri auguri uniti alla preghiera che sempre il Signore La protegga e La guidi nelle scelte e nella comprensione del tempo presente, per rivolgere alcune osservazioni critiche al Suo ultimo scritto, disponibile proprio da oggi nelle librerie, il volume “Gesù di Nazaret“. Non avendo ancora potuto leggere il contenuto del libro, se non per le anticipazioni riportate in seguito alla conferenza stampa di presentazione, le mie osservazioni sono di carattere, per così dire, pregiudiziale e non si appuntano su posizioni teologiche, o cristologiche, del testo. Il fatto, Santità, è che, da cristiano, trovo di difficile comprensione la Sua presenza sul mercato editoriale come mero prodotto editoriale. E’ vero, il Suo testo su Gesù non è presentato come “magistrale”, e da cristiano mi aspetterei, infatti, la totale gratuità di lettura di tutti i testi prodotti nello svolgimento del suo Alto Magistero (come la rete già ci consente).
Sono certo, inoltre, che buona parte dei proventi delle 350 mila copie previste come prima tiratura del volume per l’Italia, andrà in attività di beneficienza, e non arricchirà soltanto la casa editrice che pubblica il Suo libro. Ciò nondimeno, spendere quasi 20 euro per leggere cosa pensi il Vicario di Cristo sul Cristo stesso mi procura ancora una certa esitazione. Per questo, Santità, credo che mi avvicinerò alla Sua meditata e profonda ricerca teologica con vivissimo interesse, da credente e, soprattutto, da pensante, ma consulterò le circa 300 pagine del volume un poco alla volta, di soppiatto, in libreria, senza poi acquistare il libro. Le prometto, però, che verserò una cifra corrispondente al prezzo del volume per azioni di beneficienza, a sostegno di missioni internazionali, o anche solo a favore del prossimo che mi si avvicinerà per strada e mi chiederà aiuto.
Certo di non danneggiare la fortuna editoriale del Suo interessantissimo testo, Le rinnovo i miei più sinceri auguri per il Suo genetliaco e prego perché il Signore sempre La assista nella guida e nell’ascolto della Chiesa universale.
16 Aprile 2007 alle 07:50
Sua Santità e anche nostra, ché Lei è persona generosa, ha mai pensato di aprire un blog?
16 Aprile 2007 alle 07:52
Mi inchino al tuo pensiero, che condivido in toto (modi e sostanza, la classe non è acqua…).
16 Aprile 2007 alle 08:19
Lo so, dissacro. Ma il beneficIenza è intenzionale? Sa, Sua BeneficIenza SedicIesimo potrebbe vederci dell’ironia … ;-)*********
16 Aprile 2007 alle 09:09
Io farei beneficienza a me stessa, regalandomi “Inchiesta su Gesù” di C. Augias e M. Pesce…
lo so, non sono una brava cristiana ma quando faccio beneficienza non lo dico mai… mi godo il gesto in silenzio.
Auguri a Ratzinger, anyway
16 Aprile 2007 alle 15:05
Matteo, avevo letto “Memoria e identità” di Giovanni Paolo II, e l’avevo trovato molto interessante. Confesso quindi di essere curioso di leggere anche questo libro, soprattutto perché è scritto da un uomo, su di un uomo.
PS - Adelaide, vorrei sconsigliarti di regalarti il libro di Augias. No, è che io avevo tutte le migliori intenzioni di leggerlo, ma l’Augias scrittore (avevo comprato anche quello suo su “Roma”) è, almeno per me, totalmente illeggibile. E dire che amo le letture “faticose” (Kafka e Saramago, per esempio), ma la sua scrittura è davvero inutilmente “pesante”. Poi magari però a te piace. E quindi ti sconsiglio di seguire il mio… sconsiglio. ;o)
16 Aprile 2007 alle 15:24
Max grazie del consiglio… lo seguirò anche se lo ammetto, pensare a un Augias così comprensibile come “oratore”, pesante o illegibile come scrittore mi sembra davvero strano… (ps: credo che tu abbia citato i due meno “faticosi” da leggere, fra i tuoi preferiti:)*
16 Aprile 2007 alle 21:29
Adelaide, anche io pensavo la stessa cosa. Il problema è che c’è un vizio duro a morire di una certa “intellighenzia di sinistra”: quello in base al quale se non allontani gli altri da te, non sei davvero colto. Ecco, io penso invece sia vero l’esatto opposto. ;o)
17 Aprile 2007 alle 08:41
Max, ‘Roma’ di Augias non è solo scritto in modo strano, è anche parecchio inesatto, se vuoi la mia: è un lavoro scritto in fretta, raccattando curiosità qua e là, ma senza un reale coordinamento stilistico o (che è peggio) di contenuto. Tanto era sicuro che gliel’avrebbero acquistato in ogni caso - è su questi fenomeni, anche, che noi blogger dovremmo esercitare critica aperta, e distruttiva, per quel minimo di contributo che si sia in grado di fornire alle opzioni culturali di quella che si chiama ‘editoria di massa’. Quanto alla cripticità, non mi dica che lei non fa parte di una ‘certa intellighenzia di sinistra’, suvvia … ;-)*******
17 Aprile 2007 alle 09:27
Max… da qui “L’inafferrabilità”… giusto? :o)*
17 Aprile 2007 alle 14:15
La correggo, prof.ssa Ecate: io sono consapevole di essere criptico, quando lo sono e scrivo in tal senso. E lo dico anche prima, apertamente, senza possibilità di equivoco! Quella certa ” intellighenzia di sinistra”, invece, se ne fa un vanto e non crede di essere “criptica”, ma piuttosto che siano gli altri a non capire, poverelli! Non è differenza da poco, mi pare, o no? ;o)
17 Aprile 2007 alle 14:18
Adelaide, ho riletto proprio ieri i tuoi “strappi”, e lo dico anche qui: brava! ;o)
PS - In particolare per quel “Raccolgo ogni giorno…”
17 Aprile 2007 alle 15:58
Max grazie mille e uno….
ma forse non hai “colto uno strappo che ti riguarda”… o si?:)
Grazie ancora, comunque***
17 Aprile 2007 alle 23:45
adelaide, non so. Ed ogni tentativo di risposta è pericoloso. meglio una domanda, allora: devo forse sorridere? ;o)
4 Gennaio 2010 alle 13:45
[…] fratello sacerdote, il pianoforte nella villetta…Mi accorgo che periodicamente, in poesie o prosa, torno a parlare del Papa. E’un personaggio interessante. E’ ancora possibile una […]