Pisa, via Cei 27 marzo 2007Arrivo a casa, in auto, dopo la piscina. Allungo il giro solo per verificare la persistenza della presenza, o la presenza dell’assenza. Rallento, mi fermo sul dosso a strisce frenatraffico, testimonio la persistenza del Monumento all’Attesa. Anche oggi, ancora oggi, rimane incolmato lo spazio tra i due estremi dell’attesa. Sarebbe bastato accordarsi meglio con la Geofor, forse, e questo addensarsi di senso e simboli non si sarebbe prodotto. Il calendario di questa persistenza non è infinito, purtroppo; come finito è ogni calendario, del resto. Qualche vicino si lamenterà, qualcuno chiamerà o solleciterà il numero verde e, alla fine, il Monumento all’Attesa verrà smantellato.

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