Troppi ricordi del 1984. Quindi troppe cose da raccontare. La memoria è selezione, e il racconto è selezione di una selezione. Dicevo che i miei anni Ottanta iniziano proprio con lo sfavillio della Olimpiade di Los Angeles. E’ la prima Olimpiade che ricordo di aver seguito con partecipazione, quella delle quattro medaglie d’oro di Carl Lewis. Eppure, ad Anni Ottanta inoltrati, c’è ancora un pezzetto di Settanta: è quasi Natale, e in galleria, su un treno, scoppia una bomba. Ricordo le dirette televisive, o meglio ricordo l’atmosfera che generavano sempre quel tipo di notizie. Mi viene in mente mia madre che piange. Ma era prima, era quasi estate. Piange perché è morto Enrico Berlinguer. Ricordo che non capivo bene perché piangesse. Eppure lo capivo. A partire da mia madre che piange per i funerali di Berlinguer, credo, si potrebbe scrivere a lungo sull’identità del comunismo italiano. Forse il comunismo italiano è stato un sentimento, più che un’ideologia. Almeno, io, nel mio capire e non capire perché lei piangesse per quei funerali, a 12 anni lo intuivo così: l’essere comunisti era provare certi sentimenti.
Ma il 1984 è anche il Salone dell’Auto di Torino. Mi ci portò mio padre, perché allora volevo fare il disegnatore di auto. Mi pare fosse dicembre. Arrivammo col treno, il Lingotto mi sembrò immenso, le macchine meravigliose. Ma di quella gita ricordo un dettaglio strano, cinematografico e vagamente felliniano. Eravamo ospiti di parenti, a San Giorgio Canavese mi sembra. Dal Lingotto arrivammo a San Gorgio la sera, in una nebbia fitta. Il mattino seguente, non so perché, attraversammo un corteo di majorettes che sfilava nel paesino. C’era il sole.

Per me l’84 significa soprattutto una parola: libertà (andai a vivere da sola)*
Spero il 85′ per potere fare commenti… =P
Per me l’84 significa soprattutto una parola: università (da solo ci vivevo già da un pezzo, anche quando ero in larga, larghissima compagnia) *
(lo vede che quando racconta è molto, molto meglio di quando non racconta?)
Io non comprendo come si possa viviere in luoghi dove la nebbia non esiste.
La nebbia cancella mondi e ne crea di nuovi, lasciando meraviglia
Nel 1984? Sai, la memoria dopo una certa età si spegne, se mi chiedi cosa ho fatto oggi lo posso ancora ricordare, ma domani non v’è certezza
ot: ti segnalo questa pagina
http://www.ozoz.it/ozblogoz/modules/news/article.php?storyid=2855
Mi è venuto in mente un gemellaggio col tuo “scrivi l’essenziale”…
Cari saluti
Nel salotto di mia zia (oggi energica ottantenne) c’è ancora appeso il ritratto di Berlinguer..