1982 (+1sec)

A me dispiace quasi che il 1982 sia, in qualche occasione, una sorta di antonomasia del terzo Campionato del Mondo di calcio vinto dall’Italia. E tutto il resto? Mica c’è stato solo quel Mondiale di Spagna  per tutto il 1982, no? (e qui dovrei aprire un lungo inciso su come sia già sbiadito – emotivamente – il Mondiale dell’estate scorsa rispetto alla persistenza dell’antonomasico “1982″…). Ricordo che acquistai la bandiera tricolore nel pomeriggio della finale. Ma più per una forma di emulazione sociale, che ai bambini riesce bene, che non per tifo sincero. Mio padre non è mai stato un tifoso di calcio, cioé io non avevo il padre medio italiano che è tifoso di calcio, che urla e s’infervora alle partite della nazionale. Quindi dovevo imitare e partecipare di un entusiasmo sociale, come fosse un prodotto di consumo. E nell’estate del 1982 il prodotto di maggiore consumo era l’euforia per la Nazionale di calcio. I bambini sono i migliori consumatori possibili. La fantasia e la creatività dei bambini sono una favola: i bambini sono potenzialmente conformisti e crudeli. Sono degli zelig che contengono, in nuce, il peggio (e il meglio) di quello che saranno da grandi. Io del 1982 ricordo soltanto la bandiera tricolore che comprai il pomeriggio della finale dei Mondiali. Né un secondo di meno, né un secondo di più.

9 Responses

  • Io scappai di casa per una settimana (la fuga fu breve, mi feci ospitare da mio nonno che abitava a 70 km:)*

  • io salii per la prima volta in barca a vela, per caderne subito dopo, alla prima strambata
    A ciascuno il momento di gloria che merita

  • se la memoria non m’inganna l’ottantadue fu l’anno del mio primo baciobacio.

    durò credo un secondo.

  • condivido in toto, ho quasi gli stessi vissuti, solo che per me era il 1990 e non mi sembra si sia vinto
    piacere:)

  • Mf,la fuggitiva!!

    Effe, lei è strambo, si sappia :-)

    Wos, proprio quel secondo in più? ;-)

    What, vincere o perdere è sempre secondario. Piacere.

  • Ti dico solo, anche per non perdere quell’abitudine di (in)seguirti in questo percorso per anni, mi ritrovai, io che non ho mai amato giocare a pallone, in una partita sfida italia/marines. No, dico: proprio marines-marines, made in Usa! E mi ricordo benissimo quell’imbranato di Charlie, alto un paio di metri, e che mancò clamorosamente il pallone, ma non la mia gamba, facendomi volare in aria…

    PS – Ricordo anche che ad un certo punto riuscii finalmente a toccare il suolo.

  • Luglio 1982, oltre ai mondiali di calcio (ma forse erano a giugno?) vide, nell’ordine:

    - i miei 18 anni
    - la morte di mia nonna
    prima, durante e dopo, gli esami di maturità.

    (il primo bacio era bello che dato, all’epoca).

  • Max, non ti ci vedo a giocare a pallone. In volo, invece, sì. :-)

    Riccio, sì, la memoria conserva proprio quelle cose lì….

  • Nemmeno io mi ci vedo, Matteo. Ma pare proprio che sia andata così. Figurati che qualche anno dopo ho pure partecipato ad alcuni tornei di calcetto. Pazzesco, già. Colpa di un amico che mi trascinava lì. A forza, ovvio.

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