A me dispiace quasi che il 1982 sia, in qualche occasione, una sorta di antonomasia del terzo Campionato del Mondo di calcio vinto dall’Italia. E tutto il resto? Mica c’è stato solo quel Mondiale di Spagna per tutto il 1982, no? (e qui dovrei aprire un lungo inciso su come sia già sbiadito – emotivamente – il Mondiale dell’estate scorsa rispetto alla persistenza dell’antonomasico “1982″…). Ricordo che acquistai la bandiera tricolore nel pomeriggio della finale. Ma più per una forma di emulazione sociale, che ai bambini riesce bene, che non per tifo sincero. Mio padre non è mai stato un tifoso di calcio, cioé io non avevo il padre medio italiano che è tifoso di calcio, che urla e s’infervora alle partite della nazionale. Quindi dovevo imitare e partecipare di un entusiasmo sociale, come fosse un prodotto di consumo. E nell’estate del 1982 il prodotto di maggiore consumo era l’euforia per la Nazionale di calcio. I bambini sono i migliori consumatori possibili. La fantasia e la creatività dei bambini sono una favola: i bambini sono potenzialmente conformisti e crudeli. Sono degli zelig che contengono, in nuce, il peggio (e il meglio) di quello che saranno da grandi. Io del 1982 ricordo soltanto la bandiera tricolore che comprai il pomeriggio della finale dei Mondiali. Né un secondo di meno, né un secondo di più.

