Del colpo di stato di Videla, nel 1976, non ricordo niente. Eppure interseca il mio ’76, perché da lì a poco un piccolo gruppo di cittadini argentini si rifugiò a Sarzana. E i miei genitori familiarizzarono con loro. E così, ogni tanto, li andavamo a trovare. Ricordo che non avevo voglia di familiarizzare. Cioé, un bambino di quattro anni mica comprende l’impegno solidaristico-politico-di-sinistra-da-compagni di familiarizzare con dei rifugiati politici, no? O anche solo il valore umano/sociale di un incontro di quel tipo. Sono quasi certo, però, di non essere stato un bambino di sinistra (anche se si conservano, in casa dei miei, alcune audiocassette nelle quali, a 3/4 anni, componevo alla chitarra ballate di esaltazione della guerra partigiana….). No, mi sa che io ero un bimbo di destra. Molto attaccato alla proprietà privata dei miei giocattoli, ad esempio. Non è stato facile essere un bambino di destra negli anni Settanta. Il 1976 lo ricordo poco. Ho una foto con quattro candeline, sbiadita. In un’altra dormivo. O era l’anno prima? Sì, forse dormivo. I bambini di destra dormono sempre bene.

