Pterodattiloscritto

il dattiloscritto di Nati due volte di Giuseppe PontiggiaSento la parola “dattiloscritto” come una specie di fossile, arcaico, uno pterodattilo della scrittura o dello scrivere perso nel tempo, a ritroso… E in questo suo essere fossile – della parola, del concetto, del portatore stesso della parola – sta anche, però, un che d’irriducibile: ingombranti dattiloscritti, dattiloscritti spediti e rispediti, impolverati, fiutati e rifiutati, impilati, annotati, autografati, corretti, stropicciati, strappati, rilegati a spirale, a caldo, a graffetta, pinzettati, ingialliti, inumiditi, inceneribili.

(osservazioni a margine del post di Mauro “Cenere bagnata“. Con un’associazione libera al Big Typescript)

4 Responses

  • m’hai ricordato questo pizzino di l35

  • Eppure, volendo, anche gli scritti al computer son dattiloscritti (ché, poi, questo misto fra etimo greco e latino un po’ dovrebbe far rabbrividire, ma questa è una delle mie personali idiosincrasie …) – curioso, a me Mauro ha fatto pensare a spiagge arroventate e catamarani (e mancano ancora tre mesi, da queste parti, uff!). ;-) *******

  • per non parlare della parola “manoscritto”… il BIG BANG pare dietro l’angolo…*

  • e “zamposcritto” per quelli scritti da cane? (gemella, viva il mare!)

Leave a Reply

WP SlimStat