Stavo pensando ad un brano musicale privo di incertezze, “senza SI e senza FA” pensavo tra me e me. E, intanto, speravo di passare indenne, cioé senza comprare NIENTE, il periodo dei saldi. La con-sorte, invece, amorevole, voleva che recuperassi quelle scarpe che avevo visto per me mesi fa e così, con abile stratagemma, mi ha intrappolato in una processione all’interno dei “SALDI”. Prima di arrivare alle mie scarpe, girovaghiamo in un mega-magazzino d’abbigliamento.
Lei entra nel camerino con 53 capi d’abbigliamento da provare. Io mi guardo intorno allarmatissimo, alla ricerca di qualsiasi cosa possa funzionare da sedia, sgabello, divano, trespolo. E’ in questo momento che si incontrano, solitamente, la prima volta gli sguardi dei mariti: la caccia al trespolo. La caccia dura pochissimo, perché ogni marito viene richiamato ad accostarsi alle tende di un camerino (ogni moglie ha sviluppato un richiamo personalizzato, le più abili usano addirittura gli ultrasuoni, come coi cani, così che vedi i mariti accorrere anche in apparente assenza di richiamo). Spunta la con-sorte semivestita: la taglia del pantalone-golf-camicetta-giacchino-piumino non va bene. Me ne cercheresti una uguale ma di una taglia in-più-in-meno? I mariti da riporto incrociano qui il secondo, tristissimo, sguardo, mentre si dirigono alla ricerca della taglia perduta. La ricerca della taglia perduta serve anche, di solito, a rimettere a posto l’articolo della taglia sbagliata. Un andirivieni sfiaccante che può durare ore.
Ogni marito sa di avere una certa autonomia annua, non negoziabile, di riporto-taglie durante i saldi. L’unità di misura si chiama minuto/riporto. E’ durante questi lunghissimi momenti di “Caccia alla taglia perduta” nei reparti dell’abbigliamento femminile che io, di solito, stilo mentalmente il mio testamento biologico.

“la caccia al trespolo”. Grandioso ed esilarante resoconto, Matteo! Testamento biologico compreso!
Max
PS – Sto ancora sorridendo (dopo aver riso largamente) e credo che questo tuo scritto lo ruberò e conserverò da qualche parte. Sei in forma, quanto ad ispirazione, pare… ;o)
PS2 – Saluti a quella santa moglie di Daniela, che prima o poi, come sa, dovrà battermi a tennis.
Molto carino questo intervento, lo inserisco di sicuro tra le segnalazioni… anche io, rileggendolo, mi sono immedesimato nel racconto, anche se la mia con-sorte è più ragionevole e già conosce il mio limite di sopportazione, del quale non abusa più di tanto!
Max ha ragione…. esilarante e in forma!
Ahimè durante i saldi invece per me non c’è verso di trascinare Max in nessun posto…
l’unico luogo consumistico dove riesco a trascinarlo una volta a bimestre circa è l’ipermercato… e lì riempe il carrello di schifezze da colesterolo a 50000 e costosissme…
e mentre vaga alal ricerca di cioccolate extrafondenti o aromatizzate io mi appoggio sconsolata, al carrello…
ps: il suo amico ride così tanto?:)********
Il mio con-sorte ha trovato una valida scusa per defilarsi elegantemente durante le mie sedute di prova in camerino: “esco fuori con i bambini, sono stanchi… ”
E così ho imparato a fare da sola
Insomma, solo io ho avuto un uomo che insisteva per farmi provare altri capi, e valutava, e girellava per abiti (e intimo) più volentieri che se fosse stato in una cioccolateria (e spesso, anzi, ero io a dover cercare paia di pantaloni, che, per 1.90 di altezza, trascinavo per tutto il grande magazzino). Si, vabbè, era tedesco, non vale …
[...] al già conosciuto “marito da riporto“, esiste anche la specie del “marito pigro”, una razza in balia degli incauti [...]