Stamani, col portafoglio desolatamente vuoto, ma proprio vuoto, vado alla Feltrinelli a “spendere” i miei 60 punti della carta, equivalenti a 15 euro. Tutte le volte che mi capita di dover utilizzare i punti accumulati entro in quel girone infernale che è lo scegliere come investire quei 15 euro. L’elenco delle possibilità è infinito, ed io passo ore e ore a comporre un tangram di prezzi e interessi, scelte e letture arretrate per sfruttare al meglio quei 15 euro. Che poi, potendo, io vorrei sempre prendermi 15 libri da un euro, o, ancora meglio, 30 libri da 50 centesimi. Ma non li trovo mai.
Ogni tanto la somma confluisce nel rendere più accettabile l’acquisto di un libro costoso, magari illustrato. Oppure serve a diminuire il peso di una spesa complessiva ben eccedente i 15 euro. Ma stamani, come ieri e pure l’altro ieri, avevo il portafoglio vuoto e non potevo, nemmeno volendo, incastrare quei 15 euro in altre cifre, nemmeno di un euro superiori. Così, il mio tangram o puzzle di prezzi e interessi e letture arretrate è stato più lungo e faticoso del solito. Avevo, però, un libro già in mente, sul prezzo del quale poter costruire la cifra precisa di 15 euro. Il libro di partenza era “Elogio della bicicletta“, un saggio sociologico-antropologico degli anni Settanta molto interessante, 7 euro. Vi risparmio le prime centocinquanta combinazioni di libri a 8 euro che ho vagliato per completare i 15 euro (che i post dove uno dice i libri che si è comprato, si vorrebbe comprare, ha letto o vorrebe leggere non li sopporto da sempre, ma proprio non li posso vedere, e pure continuo a scriverne…), e consiglio subito un librino a 3 euro, un saggio dal titolo irrinunciabile, “Diritti umani per Odradek?“. Arrivato a 10 euro sapevo già cosa avrebbe completato l’incastro, perché avevo adocchiato subito un’edizione recente della Bur di testi di Pirandello (oggi la fortuna delle case editrici la fanno solo gli uffici/agenzie di design delle copertine, credo…), tutti volumetti che stanno a 5 euro, e così ho preso a occhi chiusi i suoi “Aforismi”
Ah, qui ci vorrebbe una chiusa ironica, o magari tre citazioni tratte dai libri, ma non ho voglia di scriverla.