Palombella rotta

dal film Palombella Rossa di Nanni Moretti, foto da http://www.wema.com/nannimoretti/foto.htm
E credo che non giocherò mai più a pallanuoto. Oggi, per la prima volta, abbiamo fatto una partitella in piscina. Daniela, che è la mia metà (anche in senso letterale) era nella squadra avversaria: ha segnato otto goal, faceva finte, difendeva, si sollevava dall’acqua. Io, un goal solo segnato, a porta vuota e sotto passaggio pietoso di un ragazzino. Mi fanno male i tendini della gamba destra. E credo che non giocherò mai più a pallanuoto.

Libertà

Nizza, Promenade des Anglais, 10 dicembre 2006
Ringrazio Angelo per avermi inviato questa bellissima foto di un “ciclo felice”, scattata a Nizza, Promenade des Anglais, il 10 dicembre 2006. Mi comunica qualcosa legato al concetto di “libertà”.

Second life

Vedo una fretta
di rimandar,
anticipandolo,
l’Oltremondo:

la selva oscura degli avatar
pare disincarnar
ogni speranza.

Tu leggi “Second Life”,
ma credi second chance.

Un biglietto fortunato


Dispongo di un biglietto che, per me, è più fortunato d’un qualsiasi biglietto della lotteria; qui so per certo che vincerò…dell’ottima musica!!

1. Intimo/pubblico

E inizio la serie di rivisitazioni delle coppie del “manifesto nascosto“. “Io l’intimo non lo pubblico”, potrebbe essere una dichiarazione d’intenti che lega la prima coppia di concetti. Ma ogni volta che leggo la parola “intimo” a me viene sempre in mente una scena del film “La banda degli onesti”: qui Totò, rivolgendosi al povero pittore vetrinista Cardone (Giacomo Furia), che ha ricevuto un “intimo di sfratto” e che ha alcuni dubbi ad intraprendere l’attività di falsario in società con Totò e Peppino, ebbene pronuncia questa frase: “Cardò, e l’intimo? Non vi rode l’intimo?”. Ma cosa è l’intimo? E’ una parte di narrazione del privato? O, piuttosto, un concetto limite, dai contorni indefinti, sfumati, differenti per ognugno eppure comprensibili in una dimensione comune. Esiste un “intimo” sociale, socievole, condivisibile? Allora l’intimo esposto, non l’ostensione del bucato sia ben inteso, sarebbe un’antinomia, un capriccio logico? Intimo e pubblico non sono i fuochi d’una ellisse unica di discorso, di parola, di scrittura. Sono, a mio avviso, le alternative di autocomprensione ed espressione. L’intimo è lo spazio silenzioso della comprensione del Sé, là dove il pubblico è l’espressione di questo stesso Sé. Per questo, forse, io l’intimo non lo pubblico: non mi rode abbastanza l’intimo.

Doporoma

knitted tieE raccontare la giornata di ieri è semplice. Faticoso sarà, invece, inserire un legame ipertestuale ad ogni nome di persona salutata, abbracciata, conosciuta. Ci provo. Intanto, per cominciare il resoconto, mi dico da solo di essermi comportato bene, ho detto le mie due o tre solite cosettine, Borges, l’essenziale, un paio di battute, e bla e bla. Ormai sto imparando a recitare la mia parte con naturalezza. Una sincerità recitata con precisione. Pare che, purtroppo, sia pure riuscito a farmi capire (a legger Luca Garosi, che ringrazio sentitamente). Pochi i biglietti autografi raccolti, ma va bene lo stesso. Ecco, ora parte la sfilza di legami (che sono ancora in grassetto finché non mi decido a sistemare il codice):

- alcune delle foto che ho scattato, qui.
- ho pranzato con le tre tigri, senza essere sbranato
- un gran bell’incontro, l’aver potuto abbracciare Wosiris
- e mentre facevo il serio una bella ragazza (sor)rideva ascoltandomi!!
- e come non ricordare il grande Samuele Silva (bella la mostra delle nostre foto, no?!)
- e il saluto al vincitore unico dell’essenziale 2006, presente in sala
- e il troppo poco tempo dedicato a Riccio e Flo
- ed il piacere di conoscere e ricordami le parole di Akio
- il viaggio in treno, tra letteratura e scherzo, col più grande scrittore pisano contemporaneo (alias persecutorio).

Un grazie particolare a Marina, a Leo (che ha “moderato” l’incontro moderandosi) e a Max (a prescindere)

Qui è possibile ascoltare l’audio del dibattito al quale ho partecipato.

Where’s Teo?

where's teo?
….questa è da capirsi dopo Roma…
(liberamente tratto da “Where’s Wally?”)

SLE06 live

E pur con l’illogicità di sette ore complessive di treno (A/R) e d’altrettante di presenza in loco, domani sarò a Roma (in realtà non sarò a Roma, mi troverò solo qualche ora al PiùLibri dentro al PiùBlog). Il treno farà il suo lavoro per farmi: scrivere, leggere, ascoltare musica. Non so ancora bene cosa dovrei raccontare là, parlando dell’essenziale. Qualcosa dirò. L’obiettivo segreto sarebbe quello di non farmi capire, di portare via un po’ di biglietti, scritti a mano, dalla platea, per uno scrivere l’essenziale “live”. E salutare (ché è salutare) qualche amico.

E-nigmi

E cosa avrà mai voluto dire l’enigmatico amico mio MaxSdc con l’espressione, acronimica, nspdacic! Interrogato sul senso del codice alfabetico, il suddetto si è trincerato dietro un enigmatico sorriso telefonico. La mia personale interpretazione dell’acronimo, per quel poco che lo conosco, potrebbe essere: “non sono più disposto a circoscrivere insiemi chiusi”. Secondo voi cosa voleva dire? Ricchi premi per chi NON indovina.

Un nascosto manifesto (calendario)

E prendo a pre-testo il “manifesto nascosto” (passatemi il gioco di parole..) del “Velati e nascosti” untitlediano, che già citavo giorni fa, per darmi il compito di sviluppare le coppie di concetti là enunciate in libere osservazioni personali. Le coppie analizzate avranno cadenza settimanale (se non mi costruisco il recinto intorno non sono contento…) con pubblicazione domenicale (il giorno rosso, contro “l’ingrigimento dei calendari“…) secondo il seguente ordine temporale:

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