La palla aruspicina

immagina

Continuo ad osservare, come l’anno passato, il Natale-deformato specchiandomi nelle palle (vietata ogni battuta nei commenti!) “aruspicine” dell’albero, come se il futuro possibile fosse interpretabile attraverso l’immagine riflessa e curva della sfera luccicante e stagionale. Niente, non vedo niente: mi fissa il solito testone barbuto, e inutilmente serio.

Boicottaggio


Dannate multinazionali delle acque minerali! Appena hanno saputo del mio nuovo corso di consumatore d’acqua comunale hanno messo in giro, per spaventarmi, notizie allarmistiche. Questa qui sopra è la civetta del Tirreno di ieri. E ora come faccio?

La Festa della Luce

 (Chanukkhia)

Oggi è il quarto giorno di Chanukkà, la Festa della Luce. Come è noto (o forse no) io sono un cristiano abbastanza attento alla tradizione ed alla cultura ebraica. E stasera, forse, andrò a sentirmi un bel concerto, a conclusione dell’annuale programma locale di Nessiah, viaggio nell’immaginario culturale ebraico.

Gli alberi

Vorrei riuscire a capire come mai non ho ancora scritto una cronaca, una traccia, un ricordo del concerto di Conte. Intanto sto rileggendo una vecchia cosa che avevo scritto, molti anni fa, su un racconto di Kafka, una lettura interpretativa, anche piuttosto articolata, di “Rinuncia!” (“Gibs auf!“). In coda a quella lettura citavo un altro suo raccontino luminoso e enigmatico, Gli alberi, che mi piace qui citare. Ma anche questo, non so bene perché.

Perché siamo come tronchi nella neve. Apparentemente vi sono appoggiati, lisci, sopra, e con una piccola scossa si dovrebbe poterli spingere da una parte. No, non si può, perché sono legati, solidamente al terreno. Ma guarda, anche questa è solo un’apparenza.
(F. Kafka, Gli alberi, 1904-1905)

2. Ritrosia/esibizionismo

Proseguo la serie del nascosto manifesto. Qui, con ritrosia/esibizionismo, sembra di ritrovarsi in una vera opposizione inconciliabile. Procedo per associazioni libere, al solito, e “esibizionismo” mi ricorda, non so perché, “Picture at an exhibition”, vale a dire “Quadri di un’esposizione” di Modest Mussorgsky. Cioé, mi si pone subito il problema di ogni “ismo”. Ora, perché “ritrosia” deve avere come opposto un “ismo”? E, soprattutto, esiste “esibizione” senza “esibizionismo”? Penso, invece, sempre a “eppur parenti siamo un po’/ di quella gente che c’è lì/ che come noi/ è forse un po’ selvatica” (cioè all’immortale Genova per noi,) quando ragiono su “ritrosia”. Ecco, è un qualcosa di vagamente etnico, tipo “ligusticità”, me la insegnò Caracaterina questa parola, non so più dove….Che poi trovo solo “ligustico“, e non “ligusticità”.
Ecco, ritrosia ha per me sapere originario, antico: un modo di raccontarsi, di concedersi a piccole dosi, a cerchie che crescono lentamente e col tempo. In fondo, mi pare, la polarita ritrosia/exhibition (senza ismo) potrebbe pure essere solo una questione di latitudini. Proprio in questo “ambiente”, dove pare non contino più.

Ancora l’appeso

L’appeso rosso,
infradiciato, gli arti
rigonfi o sfilacciati,
scomposti, asimmetrici,
irreali,
alle ringhiere sgraziate
dei condomìni,
ai terrazzetti abusivi,
alle verandette condonate,
ai comignoli posticci,
sta
come triste Santo suicida.
(rimasticatura “poetica” de L’appeso di Natale 2004)

“Tutti questi babbinatale imbalsamati che si arrampicano verso finestre chiuse, ne ho pure visto uno incastrato a perenne dileggio dentro un camino, con il culo per aria. Un modo particolarmente odioso di far sentire in debito un bambino.” tratto da Fainberg

Nessun blog è un’isola…

posizione nella blogsfera di maestro.blog.tiscali.it…..o quasi, si potrebbe dire attualizzando Donne. E abbiamo passato la mattinata a cavarci gli occhi, in ufficio, tra colleghi, a cercare le rispettive “posizioni”, nel pulviscolo siderale della blogosfera; prima sul monitor (vedi le immagini della mappa della blogosfera), poi su carta nel paginone centrale di Nova24 di ieri. L’immagine racconta l’isolazionismo del precedente “Colti sbagli” tiscaliano. Più socievoli, invece, “giocatore” e “scrivere l’essenziale”, situati in una solitudine più comunitariamente accettabile. Ecco, di colpo, tutto viene ri-spazializzato, e mi stupisco di non trovare vecchie pietre miliari, o aree di sosta, cartelli, segnali, lungo i percorsi, le carovaniere, di questi lunghi fili di seta, bave di link, che tessono e intessono il testo della cosiddetta “blogosfera”.

Riprendiamoci la brocca!

Brocca-testa, Madoura 1953 PicassoE mi sono documentato, ho letto, ho confrontato dati, statistiche e, alla fine, ho deciso che combatterò la mia piccola e inutile battaglia di consumatore: basta con le bottiglie d’acqua minerale in casa (almeno, ci provo…poi forse l’astinenza da bollicine avrà la meglio sul consumatore consapevole…). Da quando ho letto che noi italiani siamo i maggiori consumatori in Europa di acqua in bottiglia ho deciso di riprendermi la brocca che avevamo, collettivamente, perso. Da bambino, ai pasti, in tavola c’era la brocca dell’acqua, mentre la minerale era sinonimo di ristorante. Basta, voglio trovarmi una mia piccola brocca privata da 1/4 di litro, in ceramica, solo per me, per metterci l’acqua corrente, del sindaco, ai pasti. L’acqua comunale di Pisa non mi pare affatto male. Come è l’acqua dei vostri rubinetti? Andate ad assaggiarla e tornate a riferire qui, se volete. Riprendiamoci la brocca!!
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Su blog e poesia

E proprio mentre stavo per ripescare una riflessione su “Blog e poesia”, il buon Demetrio espone una interessantissima duplicazione prosa/poesia. Così, torno a riutilizzare un vecchio commento, lasciato proprio da Demetrio tempo fa, per riprendere il discorso su blog e poesia.
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Il Post Sotto l’Albero 2006

eunNatalin Spray Nasale Poiché quest’anno ero a corto di idee per il testo da inserire nel “Post sotto l’albero”, ordito con pazienza come ogni anno da Squonk, ho inviato per tempo un vecchio bugiardino, scritto anni fa, e che forse avrete già letto, l’EuNatalin® Spray nasale. Vi invito, pertanto, a prestare più attenzione ai testi, inediti, degli altri autori, consultabili nel ricco pdf qui scaricabile

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