Antidoto

Antidoto, io cerco (di necessità) continuamente antidoti al mondo rovesciato che mi si ripropone quotidianamente intorno. Dicevo che uno degli antidoti, ad esempio per lo smog di parole, è ancora la parola poetica (oppure il silenzio che consente la Parola, come nel caso dei certosini del film…). L’antidoto che pure ferisce (“La parola./La tagliola./Occhio!/Sono una cosa sola” dice Caproni), ma che si ripresenta puntuale al confine, là dove ci ritroviamo periodicamente: al bivio tra dicibile ed indicibile. E allora io ho davvero bisogno, adesso, di consolarmi con la bellezza lenitiva delle parole, come antidoto alle meschine insensatezze quotidiane (o meschinità insensate dell’effimero angosciarsi lavorativo).

Ad esempio quelle pronunciate da Mario Rigoni Stern nel bellissimo documentario-intervista della serie Ritratti – di Marco Paolini e Carlo Mazzacurati – realizzato in dvd per FandangoLibri (un libro+dvd davvero imperdibile: abbiatelo!). Ne cito qui un passaggio intenso, a mo’ di antidoto per me, nel quale lo scrittore racconta un’immagine della sua idea di “eternità”:

Più sotto ci sono alberi di pino mugo, qualche macchia qua e là, e negli alberi di pino mugo, questi cespugli col mugo prostrato, ci sono le pernici bianche. E le pernici bianche sono come le anime dei nostri amici che sono andati di là. Stanno lì sotto il pino mugo e sotto la neve e aspettano il ricordo che li risvegli.

7 Responses

  • Ah, meno male, cominciava a preoccuparmi, tutto ‘sto silenzio … (c’è qualcosa da Clelia, negli ultimi post e commenti, sul conforto che ci dà il leggere e [ri]leggere – “non chieder la parola”, ma non ci è neppure possibile rifiutarla). ;-) *********

  • stanotte sono stato mezz’ora a pensarci a quel nome anti, anti… Antigone! Dunque c’è un anti che ci unisce (sono in vena di ossimori)

  • hai il dono di saper scegliere spesso le parole giuste. aspettano il ricordo che li risvegli.

    un saluto dalla bellissima procida

  • è un grande dono saper scegliere spesso le parole giuste.
    aspettano il ricordo che li risvegli

    un saluto dalla bellisima procida di dicembre.

  • ops… qui la connessione e’ quello che e’

    cancella uno dei due commenti sopra.

    :)

  • Renato, disobbedisco per beccarmi il complimento del tuo primo commento. Vanità di vanità… ;-) Che le parole giuste le ha scelte il grande Sergente!

    Ti arriverano domani i miei saluti affettuosi via chi sai tu… :-)

  • in caso di ricordi, sono una resurrezione perenne, i ricordi sono un altare che mantiene sacro il cuore

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