Il più fittizio e molesto dei molti “capodanno” contenuti all’interno dell’anno (solare? legale? accademico? contabile?……) è il 31 prossimo. Io gliene preferisco molti altri, a partire da quello, localissimo, che qui cade il 25 marzo. Capi d’anno sono i solstizi, gli equinozi, gli anniversari personali, i compleanni, il Natale, le stagioni, il punto di scelta solitario piantato nelle biografie individuali, i matrimoni, i fidanzamenti, i divorzi, le partenze, gli arrivi, le illuminazioni, le invenzioni, il primo e l’ultimo giorno di scuola, l’avvio e la fine di un qualsiasi campionato di un qualsiasi sport, le nascite e le morti. Capi d’anno nascosti, senza fuochi artificiali, disseminati sottopelle lungo il corso del tempo e più “veri” di questi capodanno-caporetto pieni di forzosa e drammatica euforia.
28 Dicembre 2006 alle 12:11
Io festeggio anniversario a capodanno:) Un danno? :)*
ogni anno si rinnova un principio ed è una data che anche lo smemorato più smemorato si ricorda.
Il capodanno pisano si incrocia col carnevale, è una burla!:)
28 Dicembre 2006 alle 12:28
Se cosa fatta capo
ha, allora tutte le azioni sono un capodanno; e si spiega perché molte di esse siano un capo-danno.
28 Dicembre 2006 alle 12:35
Il senso sarebbe, per me: ognuno si dia il suo capodanno.
28 Dicembre 2006 alle 12:42
Sì, a ciascuno il suo, quando vuole e dove vuole e se vuole
28 Dicembre 2006 alle 12:46
Insomma Matteo, capodanno è come il natale, quando arriva arriva… A pisa il natale quando arriva?:)
28 Dicembre 2006 alle 13:00
Mi spiego meglio (e due): tendenzialmente io il 31 non festeggerei alcunché, poiché penso che ognuno dovrebbe singolarmente attribuirsi un “capodanno” personale (non necessariamente privato) legato ad azioni, simboli, circostanze che segnino, segnalino, un inizio ed una fine di qualcosa. Uno più d’uno. (anche se il 31 c’è il Te Deum, Natale e Pasqua sono forme di “capodanno” spirituale già molto più forti, così come il proprio compleanno, o quello delle persone che ci sono più care, o come molti anniversari, lieti o tristi.
Poi, liberissimi di far coincidere tutto questo col 31/12. Ma non mettetemi una trombetta di carta in bocca e non costringetemi al conto alla rovescia paurosamente euforico della mezzanotte (e qui penso all’acume del semi pulp-noir sarcastico dell’Ultimo capodanno di Ammanniti prima, e al film derivato di Marco Risi poi, o al Fantozzi imbrogliato dall’orchestra tristissima che festeggia con due ore d’anticipo per fuggire ad un altro veglione…)
28 Dicembre 2006 alle 14:55
Parecchi anni fa, un amico decise di organizzare per il giorno 20 febbraio una festa a casa sua con tutti i “riti” del 31 dicembre, e cioè: conto alla rovescia a mezzanotte, spumante, fuochi d’artificio, lenticchie, ecc… Fu una fantastica provocazione e, a differenza di ogni prevedibile e noioso 31 dicembre, molto, ma molto divertente.
28 Dicembre 2006 alle 15:05
Nemmeno una cravatta “lustrinata” a righe, suvvia!:)*
28 Dicembre 2006 alle 19:33
(ps: ora che ricordo -meglio- era il 29 febbraio, di uno di quegli anni bisestili, già..)
28 Dicembre 2006 alle 20:16
Per motivi miei (personalissimi - gliene avrò mai parlato? boh) il mio capodanno è l’11 settembre - ma non festeggio, in genere, è solo un ricordo di quelli che, per fortuna, fanno increspar le labbra e scrollare il capo … ;-)*********
29 Dicembre 2006 alle 13:15
quindi spero che il 31 passi presto….
1 Gennaio 2008 alle 20:36
[…] L’atmosfera che precede e permea la notte di Capodanno ha sempre avuto, per me, qualcosa di vagamente post-atomico: un senso di sospensione in attesa di un’euforia compressa, tristissima, il vacuo conto alla rovescia verso un eterno ritorno che torna: l’anno nuovo che pare sempre nascere vecchio (la mia posizione sul Capodanno, del resto, è nota). […]