Proseguo la serie del nascosto manifesto. Qui, con ritrosia/esibizionismo, sembra di ritrovarsi in una vera opposizione inconciliabile. Procedo per associazioni libere, al solito, e “esibizionismo” mi ricorda, non so perché, “Picture at an exhibition”, vale a dire “Quadri di un’esposizione” di Modest Mussorgsky. Cioé, mi si pone subito il problema di ogni “ismo”. Ora, perché “ritrosia” deve avere come opposto un “ismo”? E, soprattutto, esiste “esibizione” senza “esibizionismo”? Penso, invece, sempre a “eppur parenti siamo un po’/ di quella gente che c’è lì/ che come noi/ è forse un po’ selvatica” (cioè all’immortale Genova per noi,) quando ragiono su “ritrosia”. Ecco, è un qualcosa di vagamente etnico, tipo “ligusticità ”, me la insegnò Caracaterina questa parola, non so più dove….Che poi trovo solo “ligustico“, e non “ligusticità ”.
Ecco, ritrosia ha per me sapere originario, antico: un modo di raccontarsi, di concedersi a piccole dosi, a cerchie che crescono lentamente e col tempo. In fondo, mi pare, la polarita ritrosia/exhibition (senza ismo) potrebbe pure essere solo una questione di latitudini. Proprio in questo “ambiente”, dove pare non contino più.
