E lo sfratto, proprio perché autoimposto, è un segno di frazione, di frattura, fratto-qualcosa-che-non-so. Ma la parola si porta già dietro, e mi lega mani e piedi a, la metafora edilizio-abitativa (che è, da sempre, una scorciatoria ma anche una comodità , cioè un’immagine efficace, a decodifica immediata, elementare, ovvia, e l’ovvio va sempre rispettato…). Così, accade che io non mi senta “a casa” né di là (perché mi sono imposto lo sfratto/fratto) né di qua, che c’è ancora il cellophane sulle poltrone, e l’idraulico non ha fatto gli allacci, e la caldaia non funziona.
Cioé, io sono già in una certa soggezione (verso me stesso, quello dello s-fratto/fratto-qualcosa-che-non-so autoimposto) pensando al fatto che non mi permetterò più (per quali vincoli estetico-concettuali poi?) di metterci le foto dei teneroni a forma di topolino
perché se la misura minima della pubblicazione in web è il post (inteso anche come commento), quella più interessante è la dimensione lineare del blog nella sua interezza: potenzialmente infinita, o meglio “fino alla morte” (della persona – ma anche di un blog inattivo, curiosamente, si dice che “è morto”, come di un nick non più attivo si dice che si è “suicidato”: il blog stesso, il corpus stesso delle scritture di un blog, come corpo effettivo della persona?)
Il blog come bagaglio o magazzino di effetti personali, di per sé, non ha bisogno di essere sostenuto dalla figura di un Personaggio Autore: esso infatti non allude alla persona, ma è quella persona – lo è nel suo farsi scrittura, quotidiano, senz’altro scopo se non quello di rendersi evidente.
(tratto da “Velati e nascosti” – Untitled Editori)

[...] E prendo a pre-testo il “manifesto nascosto” (passatemi il gioco di parole..) del “Velati e nascosti” untitlediano, che già citavo giorni fa, per darmi il compito di sviluppare le coppie di concetti là enunciate in libere osservazioni personali. Le coppie analizzate avranno cadenza settimanale (se non mi costruisco il recinto intorno non sono contento…) con pubblicazione domenicale (il giorno rosso, contro “l’ingrigimento dei calendari“…) secondo il seguente ordine temporale: [...]